venerdì 20 gennaio 2012

LE MOTOCICLETTE DADAISTE DI BILL PHELPS

Bill Phelps, fotografo di fama internazionale, vive a Brooklyn, New York al 47 di South Fifth Street.
In gran parte autodidatta, ha lavorato nel campo della moda, della ritrattistica e della paesaggistica.
Trae ispirazione da una grande varietà di fonti che vanno dalla mitologia alla fotografia scientifica alle arti e il cinema. Le sue fotografie creano audaci nuovi mondi di bellezza, sospesi nel tempo e nello spazio. Aggiungerei anche che le sue immagini, le sue motociclette, si pongono in un’ideale zona d’incontro fra i “ Ready Made” di Marcel Duchamp e le fotografie di Man Ray conservando così nel connubbio dell’uomo e degli oggetti ( le moto) un certo profumo dadaista. Incurante di qualsiasi classificazione ed etichetta, Bill Phelps dice chiaramente del suo lavoro: 'Se io sono veramente preso da un’'idea, farò di tutto per farla venire alla luce.'
Le fotografie che presentiamo all’inizio, sono state oggetto dell’ ormai storica mostra tenutasi presso la Robin Rice Gallery nei pressi del Greenwich Village a New York City dal 6 maggio al 27 giugno dell’ormai lontano 1999. Robin Rice, la gallerista, così ha tratteggitoa il fascino oscuro che promana da quelle immagini esposte:

I love the moment when the viewer is first drawn to an image. Sometimes it’s indefinable; a moment when the viewer not only shares but also reconnects to an experience remembered. When that moment comes, I’ll do whatever I can to make it possible for a client to have the art that moves them...”



1965 Triumph Motorcycle





1962 Norton Manx




1953 Norton Featherbed




1963 BMW R69 S Two





Metal Form One




Velosolex




1946 Harley Davidson EL



1939 Velocette



1952 Vincent Black Shadow



Triking







Anche gli scatti più recenti, pur apparendo nell’insieme più moderni e “nervosi” dei precedenti,conservano il fascino oscuro di posti e mondi forse dimenticati.



Wilem Defoe portrait













sabato 14 gennaio 2012

NON ESISTE FUTURO SENZA PASSATO

E questo il titolo dello splendido e recentissimo short movie realizzato da Giorgio Oppici per BELLAN & GIARDINA S.r.l. Concessionaria BMW Motorrad di Torri di Quartesolo (Vc) sulle note dell’ Opera 40 di Tchaikovski.

Giorgio Oppici è un raffinato film maker che concede di sé solo due righe a carattere autobiografico:
Nasce nel 1960. Dal 1979 dedica gran parte dei suoi pensieri alla comunicazione. Oggi vive e lavora in Valpolicella,nelle prime colline a nord di Verona. Qui il vino è buono.”












BMW MOTORRAD from Giorgio Oppici on Vimeo.





Ulteriori lavori di Giorgio Oppici a
http://www.giorgiooppici.it/Giorgio_Oppici/GIORGIO_OPPICI_HOME.html

mercoledì 11 gennaio 2012

Diamo a Raffaele quel che è di Streetracker!

Nel post del 20 luglio scorso, intitolato "le bellissime foto di Alberto Narduzzi", ho erroneamente attribuito a lui le foto che avete potuto ammirare per l'appunto in quel post.

Il legittimo autore: Raffaele Paolucci, mi ha fatto notare il qui pro quo ed eccomi qui, giustamente a riconoscere il merito di quelle foto a chi le ha scattate.


Ho così scoperto che Raffaele cura un bel blog che vi consiglio di vistare: Streetracker.


Proprio bighellonando su Streetracker ho trovato altre foto fatte da Raffaele alla mia Norton, che io stesso ignoravo e che ora vi sottopongo con piacere ...Buona visione!
























giovedì 5 gennaio 2012

BENEDICT CAMPBELL..............L'OCCHIO DEL CAMALEONTE



Il camaleonte é lui, Benedict Campbell che in più di 20 anni di carriera come fotografo professionista nel campo dell’advertising, ha prodotto migliaia di “icone”, di fotografie storiche per importanti aziende operanti in ogni mercato. Chi, per esempio, non ha mai visto queste campagne per Triumph e Harley Davidson?







Chi non è rimasto impressionato dalle sue visioni “distorte”, dalle sue “enhanced realities” …dalle sue realtà “rinforzate” o dal suo iper-realismo??? Lui dice di se stsso e del suo modo di fare fotografia:



I am passionate about the image and therefore I will use every means available to me to create the image..."




…e così fa, non disdegnando nemmeno l’uso del computer per manipolare per i suoi scatti e renderli così materia prima per creare nuove visioni di persone ed oggetti e spostando un po’ più il là le frontiere della percezione visiva.












Come un camaleonte é in grado di attraversare ed adottare un’infinità di stili di realizzazione visiva passando dalla semplicità tonale degli scatti costruiti solo con secche linee grafiche ed il gioco delle luci e delle ombre, arrivando sino alla sensualità sintetica ed un po’ traslucida delle immagini completamente ricostruite attraverso la computer grafica come nella commistione intima tra il concetto di femminile e di macchina, che ha dato origine a quella sorta di “motodonna” ben rappresentativa di tutta la serie “Robots”, riportata al termine di questo post. In ogni caso, si può stare certi, che le immagini di Benedict Campbell, lasciano sempre un impronta permanente nella “memoria visiva” e nella mente di chiunque.






















Ma Benedict Campbell, oltre che fotografo é anche film maker , producendosi in una serie di “short movies” che documentano con grazia e semplicità le passioni degli uomini per i loro mezzi meccanici o nell’affrontare su di essi pericoli estremi.
E’ questo il caso dei due short movies proposti, dove il primo : “ Cafe’ Cowboy”, costituisce il viaggio nell’anima di un costruttore di café racer customizzate e nella passione artigianale per il suo lavoro.






Cafe cowboy from benedict campbell on Vimeo.





…mentre il secondo : “ The Wall of the Death” documenta l’attività della Ken Fox Troupe una delle ultime famiglie di temerari che fanno il muro della morte in moto portando il loro spettacolo estremo in giro pe lì Europa e le Isole Britanniche e la cui senso profondo, troviamo ancora una volta nelle parole di Benedict Campbell : “ It’s a little film I've been wanting to make, since I saw them when I was a small boy".







THE WALL OF DEATH from benedict campbell on Vimeo.